VII
IL PIACERE E LA VIRTÚ
Vada in bando ogni tormento:
Ecco riede il secol d'oro
A scherzar tornar fra loro
Innocenza e libertà.
Sol fra noi regni il contento;
Coroniamo il crin di rose:
Su si colgan rugiadose
Da la man dell'onestà.
La virtú non move guerra
Ai diletti onesti e belli.
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Colà in ciel nacquer gemelli
Il piacere e la virtú.
E gli dei portaro in terra
Un tesor cosí giocondo;
E cosí beàr del mondo
La primiera gioventú.
Folle stirpe de' mortali,
Che sé stessa ognor delude!
Il piacer da la virtude
Insolente dipartí.
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L'atra allor di tutti i mali
Si destò nova procella:
E la coppia amica e bella
Solo in ciel si riuní.
Ma tornaro i dí beati.
Or veggiam congiunti ancora,
Con un nodo che innamora,
La virtude ed il piacer.
Sposi eccelsi, a voi siam grati,
Che il bel dono a noi rendete:
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Siete voi che l'uomo ergete
A lo stato suo primier.
Ah perché velar l'aspetto
Sotto strane e varie forme?
Al fulgor de le vostr'orme
Si conosce il divin piè.
La Virtude et il Diletto,
Ferdinando e Beatrice!
Oh spettacolo felice,
Che rapisci ogn'alma a te!
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Sol fra noi regni il contento:
Coroniamo il crin di rose:
Su si colgan rugiadose
Da la man dell'onestà.
Vada in bando ogni tormento.
Ecco riede il secol d'oro:
A scherzar tornan fra loro
Innocenza e libertà.
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